Negli ultimi due anni, il settore dell’hospitality si è affermato come la prima asset class per assorbimento dei volumi, insieme al segmento Retail.
La Toscana conferma la sua vocazione turistica con oltre 75.000 camere distribuite in quasi 2.400 strutture ricettive. Dal 2018 l’offerta di camere nelle strutture a 4 e 5 stelle è cresciuta del 33%.
Questo è lo scenario emerso dall’ultima analisi del Dipartimento Research di WCG, presentata in anteprima da Gabriele Fiumara, AssocRICS, Senior RE Consultant Hospitality & Operations di WCG, in occasione di BTO 2025 – importante evento italiano dedicato al turismo digitale e all’intelligenza artificiale – che si è tenuto l’11 e il 12 novembre presso la Stazione Leopolda di Firenze.
Dalla ricerca emerge che il 65% delle strutture ricettive toscane si concentra tra Firenze, i comuni a vocazione storica, culturale e paesaggistica, e le località marittime. In queste stesse aree la crescita rispetto al 2018 ha superato la media regionale, registrando un incremento superiore al 70%.
Firenze si conferma il principale polo turistico della regione, con il 25% delle camere sul totale provinciale, seguita dalle province di Siena, Lucca e Livorno.
Un’analisi più dettagliata, condotta su Firenze e sulla rinomata località balneare di Forte dei Marmi, ha permesso di individuare la composizione proprietaria degli asset alberghieri in queste due destinazioni strategiche.
A Firenze, il 7% delle camere risulta oggi di proprietà di investitori istituzionali. La maggioranza, pari al 71%, appartiene a investitori o operatori locali, mentre il 13% è detenuto da persone fisiche. Completano il quadro un 4% di camere di proprietà sia di enti, sia di istituti di credito.
A Forte dei Marmi, invece, non risultano attualmente asset alberghieri di proprietà di fondi istituzionali. Focalizzandoci sempre sulla composizione delle camere, il mercato locale è dominato per l’80% da operatori e investitori del territorio, seguito dal 17% di persone fisiche, mentre enti e istituti di credito detengono rispettivamente l’1% e il 2%.
“Forte dei Marmi sta diventando sempre più attrattiva sul fronte alberghiero, con nuovi sviluppi che porteranno primari brand nel territorio e attireranno investitori istituzionali. Inoltre, i rumors segnalano forte interesse anche da parte di importanti brand del retail, confermando la sinergia tra le due asset class – ha dichiarato Gabriele Fiumara, AssocRICS, Senior RE Consultant Hospitality & Operations di WCG – In questa occasione abbiamo concentrato l’analisi sulla Toscana e su Forte dei Marmi, ma il nostro Dipartimento Research monitora costantemente anche le altre destinazioni italiane, disponendo di dati dettagliati per supportare operatori e investitori nell’individuare le migliori strategie di sviluppo.”